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29 settembre 2014

Tutto è pronto per la vendemmia!


Siamo nel pieno del periodo della vendemmia, un periodo che quest'anno sarà lungo, se il tempo regge. Mi dicono infatti che in Toscana i Sangiovese non sono ancora arrivati tutti a completa maturazione.
Non è così per il Chianti Vepri.
Qui si vendemmierà probabilmente per la fine di questa settimana: tutto è pronto.

Sabato scorso ero proprio lì  con mia sorella a trovare Siro Cicogni, proprietario dell'azienda.

23 luglio 2014

Un buon Chianti!

Chianti Vepri

www.chiantivepri.com
Siro e Clio Cicogni

L'azienda vinicola situata ad Ambra nel territorio di produzione del Chianti in Valdichiana prende il nome dal caratteristico Borgo di Vepri che delimita una parte della proprietà. Il territorio ha una lunga storia preromana ed una speciale vocazione vinicola.
E' condotta da Clio Cicogni che nel 2010 ha acquistato una vecchia vigna di circa 15 ettari che si trovava in stato di abbandono da diversi anni ed ha subito impostato la sua conversione a biologico.
La famiglia Cicogni ha una lunga tradizione nel campo della molitura del grano per panificazione (da 5 generazioni), dal 1976 opera nel settore dei cereali, negli ultimi 14 anni ha avviato la produzione di mangimi biologici ed più recentemente ha convertito il mulino ad esclusiva produzione biologica. (vedi sito).
Tornando al vino ed all'azienda Chianti Vepri, dal secondo anno di vendemmia , il 2011, è possibile scegliere anche il vino affinato in barrique. 

22 aprile 2014

La Malvasia delle Lipari dell'Azienda Hauner

La Malvasia delle Lipari ed altri vini dell'Azienda Hauner

www.hauner.it
Carlo Hauner Junior

L'azienda Hauner che si trova sull'isola di Salina, sulle isole Eolie fu fondata negli anni '70 da Carlo Hauner padre che, trasferitosi sull'isola acquisì laboriosamente circa 20 ettari di terreno che ripulì e dove, riprestinati gli antichi terrazzamenti, fece rivivere come vigneto votato specialmente alla Malvasia coltivavata e prodotta artigianalmente sull'isola.  Ne ricavò un vino eccellente arrivato ormai nei più prestigiosi ristoranti italiani e del mondo.
L'Azienda è guidata oggi da Carlo Hauner Junior, figlio del fondatore. Produce due tipi di Malvasia (naturale e passita), un bianco, due rossi ed una unica Grappa di Malvasia delle Lipari. La produzione deriva dalle uve sia dei vigneti di proprietà, in contrada Lingua a Salina,  che di altri piccoli viticultori locali. 

visita il sito dell'azienda
Carlo Hauner, bresciano di origine boema trapiantato nelle Eolie, è stato l’ideatore dell’azienda agricola che porta il suo nome. Da giovane era pittore e, non ancora ventenne, ha esposto alla Biennale di Venezia. Negli anni della maturità ha ottenuto rilevanti successi in campo internazionale come designer. La passione per l’enologia può essere vista come l’ultima sfida di una vita intensa e costellata di interessi. Alle isole Eolie arriva per la prima volta nel 1963, quando il turismo azzardava le prime timide apparizioni ...

Così esordisce la pagina che sul sito web racconta la storia dell'azienda Hauner.

15 febbraio 2014

Mastroberardino: una famiglia ed il suo vino


La famiglia Mastroberardino da oltre due secoli si occupa di vino. Le prime tracce della presenza in Irpinia risalgono al catasto borbonico, a metà del Settecento, epoca in cui la famiglia elesse il villaggio di Atripalda in provincia di Avellino il proprio quartier generale, ove sono tuttora situate le antiche cantine, e di lì ebbe origine a una discendenza che legò indissolubilmente le proprie sorti al culto del vino.
Da allora sono passate 10 generazioni che hanno portato avanti l'attività della famiglia di origine tra alterne vicende: la filossera, la prima e la seconda guerra mondiale che spopolarono le campagne ed il terremoto che negli anni 70 colpì così rovinosamente il territorio.

“Abbiamo difeso le nostre tradizioni e i nostri sapori ottenendo un riconoscimento mondiale. Già Plinio parlava di Fiano e Falanghina in queste zone, noi ci siamo battuti per conservare la storia”, raccontava a chi visitava la cantina Antonio Mastroberardino, il guru dei vini campani, scomparso lo scorso gennaio all'età di 86 anni.
E' merito suo se molti viticultori dell'Irpinia hanno conservato i vitigni di Aglianico, di Taurasi, di Fiano e di Greco contro ogni moda, contro ogni omologazione del gusto diremmo quasi ante litteram, in un periodo in cui il Ministero dell'agricultura spingeva a rimpiazzare i vecchi vitigni con altri più produttivi, dal Trebbiano al Cabernet.

17 settembre 2013

Facciamo in casa il nostro aceto di vino!

L’aceto mi piace e lo uso spesso in cucina, non soltanto nella vinaigrette ma anche in molte ricette.
Tutti gli aceti mi piacciono, all’aceto di mele al mirin giapponese, ma per me il migliore è l’aceto di vino se è fatto proprio con l’uva, o è ricavato da vino vero e buono e non è troppo acido. Quindi, per esserne sicura lo faccio in casa, da me.

Questa è in realtà  una lunga tradizione famigliare. Una volta avevamo addirittura una grande acetiera di vetro munita di spillatore che permetteva di spillare l’aceto dalla parte bassa del contenitore, ma erano altri tempi e la famiglia era numerosa.
Ora non ho più bisogno di quantità di aceto così grandi e perciò uso un vaso da circa 1 litro che  fornisce la giusta quantità per me, rabboccandolo mano a mano che lo svuoto.


Fare l’aceto è facile, che si parta dall’uva cioè dal vino o dal mosto.
La ragione è molto semplice: l'aceto è la vera ed unica trasformazione naturale dell’uva e del suo succo.

Il vino in realtà è una elaborazione molto sofisticata e “tecnologica” del mosto che ha richiesto tempi lunghissimi di sperimentazione, l’invenzione di strumenti e tecniche particolari e lo studio di una grande gamma di chimica naturale del vino tutt’altro che semplice da capire.
Seguendo le parole di Platone che dice che doveva essere un uomo saggio colui che ha inventato la birra, io dico che doveva essere un vero genio colui che inventò il vino.
Fare e conservare il vino sono una continua lotta contro la sua naturale tendenza a diventare aceto.

7 luglio 2013

Archeologia sperimentale: Vini Archeologici Romani

Gironzolando alla ricerca di notizie sui cibi e le bevande nella Gallia antica mi sono imbattuta in siti dove si parla di archeologia sperimentale, una branchia dell'archeologia che si propone di riprodurre nella pratica le deduzioni ricavate dai ritrovamenti quando riguardano tecniche costruttive o produttive.
Mi pare, a quanto ne so io, che questa corrente dell’archeologia sia molto più diffusa e considerata in Inghilterra ed in Francia che non in Italia.

Così ho trovato proprio in Francia alcuni vinificatori appassionati che, anche con l’aiuto degli archeologi hanno provato a produrre vini  seguendo le antiche indicazioni.

Un esempio è il MAS DE TOURELLE, una azienda vinicola ma anche una sperimentazione sullo stesso sito di una antica città gallo-romana nel territorio di Montpellier.

28 maggio 2013

Joško Gravner ed il vino nelle anfore

Non conosco di persona Joško Gravner , lo conosco soltanto per quello che ho appreso  di lui  e del suo amore per la terra ed il vino su web.

Il suo punto di vista mi è piaciuto. Corrisponde al 100% con quello che penso io con una differenza: lui oltre alle idee ci mette anche il suo lavoro e la sua fatica.

La mia ammirazione è nata prima di assaggiare il suo vino.
C'è qualche cosa di  semplice e di sacro insieme nel suo modo di pensare alla terra ed al vino, qualche cosa che risveglia echi e nostalgie di antichità.